
"La notizia arriva come una freccia scoccata ad una velocità paurosa.
La freccia arriva,veloce,puntuale...e precisa,dannatamente precisa...
Il bersaglio?Facile,il cuore di Sghembo!Quel suo cuore rimasto per troppo tempo imballato in un cellofan di anarchia sentimentale,batteva solo per pompare il sangue e non per ragioni diverse!"
Questa frase è ancora scritta sul muro del "centro sociale"del quartiere di Skizo e Sghembo
è ancora li,sbombolata con vernice rosso sangue!
Rimane scritta sul cemento logoro e suona come un sinistro monito per chi ha la sventura di leggerla!
Perché?
Perché l'amore tanto decantato da poeti artisti e sonatori è si bella cosa ma può trasformasi in un pericoloso demone,che ti divora,ti logora!
Prendete il protagonista della scritta che potete leggere sopra!Sghembo,ormai lo conoscete bene,più volte è passato di qui...bene un tempo il suo cuore era perfettamente imballato,sicuro,immune da qualsiasi virus sentimentale ma un bel giorno la freccia lacerò tutto:carne muscoli ossa cellofan e infine il cuore!
Sghembo accusò il colpo con nobile rassegnazione!Era un'eroe per i suoi amici!Soffriva in maniera eroica e in effetti,vedere il tuo primo grande amore che si sposa con un altro è roba che qualche effetto te lo provoca per forza!
Lei,Manuela non era una ragazza particolarmente carina anzi!Per certi versi era anche fin troppo antipatica!Ma l'amore si sa è cieco e alcune volte lo è fin troppo!
Manuela aveva capito che Sghembo provava qualcosa per lei e ne approfittava:il passaggio in bici,i pennarelli,la merenda,il gelato la domenica,tutto nel nome di un'amicizia straordinaria che lei non avrebbe rovinato per nulla al mondo e si augurava che Sghembo facesse lo stesso...
Sghembo da uomo innamorato qual'era si trasformò pian piano da essere umano a robot!
Manuela ordinava il servile Sghembo eseguiva!
Tutto questo fino alla fine delle medie,dopodiché scuole diverse altra città altri amici!Sghembo la cercò per tutta l'estate,Manuela lo evitò per tutta l'estate!
Le serate passavano tra una birra e un:ora la trovo e le confesso il mio amore!
Agli occhi dei suoi fidi gregari il Max Pezzali di "come mai" appariva molto meno patetico del loro povero amico!
Skizo,Kilù e Skazzo cercarono di diradare la nebbia che offuscava la fragile mente di Sghembo!Non fu facile,ma passò il tempo e anche la nebbia,Sghembo era rinato,sorrideva beffardo al passato chiedendosi:ma chi me l'ha fatto fare di soffrire,ma che cazzo mi prendeva?hahahah!
Poi un giorno la notizia(sottoforma di freccia appunto)lo colpi direttamente al cuore!
E' vero,era passato il tempo ma cazzo...
Le sensazioni che provò il povero Sghembo in quell'attimo erano strane confuse...
Perché non le aveva confessato mai il suo amore?
Perché forse a quel punto al posto della freccia il suo cuore sarebbe stato trafitto da un'enorme lancia?
Perché sopportava le angherie di Manuela?
Perché le dava retta?
Perché passava notti insonni a dirsi che non c'era cosa peggiore che sentirsi raccontare la sua vita lontano da lui?
L'idea che Manuela vivesse felice anche (e spratutto)senza la sua presenza lo faceva impazzire!
Perché?
PERCHEEEEEE'?
E l'amore si sentì rispondere un giorno dall'amico Skizo!
E l'amore amico mio,immaginatelo come un grosso tritacarne che riduce in poltiglia il tuo povero cuore...
Sghembo non è che si sentì sollevato da quelle parole,ma abbozzò un sorriso vedendo la seria faccia di Skizo col naso sporco di panna del gelato che stava mangiando...
Si ricordò che anche Kilù una volta fu devastato dal medesimo virus sentimentale,e si ricordò anche che il riccioluto ragazzone tutto sommato ne venne fuori non senza qualche dolorosa ferita!
Fu allora,circondato dall'affetto dei suoi fidi gregari che decise di resettarsi il cuore...vide Manuela mano nella mano con il suo bel cavaliere ormai marito,salì sulla spalliera di una panchina e portandosi le mani alla bocca diede inizio al suo intenso ma breve monologo d'amor:
MANUEEEELLAAAAAAA!
MANUEEEEEEELLLLLLLLEEEEEEEEEEEEEEE!
La fortunata destinataria di cotanta poesia si girò verso il nostro poeta che continuò senza fermarsi:
MANUEEEEELLLAAAA......................................
PUTTTAAANNAAAAA!
Il monologo(breve ma intenso)terminò tra lo stupore generale...
Sghembo si voltò e iniziò una folle corsa verso il tramonto inseguito dal bel cavaliere di Manuela e insieme scrissero la parola fine per questa favola nera!